Memorie e lotte del femminismo
Mostra a cura di Veronica Bassani e Manola Dapporto
Questa mostra fotografica è nata dalla Call to Action per creare un archivio condiviso sulle memorie visive dei movimenti femminismi degli anni Sessanta e Settanta a Faenza, da Living theatre al referendum per l’aborto, un excursus tra i momenti più importanti per femminismo faentino.
“Il personale è politico” è l’espressione usata (derivata dal libro di Carol Hanisch) che contiene la critica
radicale alla società portando alla luce la contraddizione fondante della riflessione femminista: anche il
privato è pubblico e i ruoli assegnati per tradizione alle donne e istituzionalizzati in virtù di specificità
biologiche andavano messi in discussione in una prospettiva di superamento del rigido dualismo
donne/privato, famiglia, figli – uomini/pubblico, lavoro fonte di reddito, relazioni sociali ecc…
La lotta più significativa è stata quella per la conquista del diritto di aborto. Una legge conquistata nel 1978 e riconquistata nel 1981 con un referendum. La battaglia per la legalizzazione dell’interruzione di gravidanza aveva un duplice valore, significava garantire l’aborto in una struttura sanitaria ma soprattutto riconoscere alle donne il diritto di scegliere la maternità. E poter scegliere significa essere libere.
Il collettivo faentino, che si costituì nel 1974, faceva parte di quella diffusione capillare che ebbe il
movimento femminista in Italia. E’ stato attivo fino agli anni ottanta, partecipando alle grandi
manifestazioni nazionali a Roma e ai convegni a Pinarella di Cervia. E’ stata un’esperienza per molte
donne di esprimersi in pubblico senza essere parte di alcuno schieramento politico. Le piazze attraversate
da cortei operai e studenteschi in quegli anni erano la quotidianità ma una piazza occupata da un corteo di
sole donne era un inedito assoluto. Le donne avevano rubato la scena agli uomini!
Ma è stato un attimo, la deriva violenta delle lotte politiche ha finito per oscurare il movimento delle
donne e i suoi contenuti rivoluzionari. Sono arrivati gli anni ottanta, gli anni del cosiddetto riflusso, e con essi la voglia di allontanarsi da quegli anni così pericolosi.
Sul sessantotto si è scritto molto, sul movimento delle donne c’è molto da scrivere.
E’ una storia ancora non scritta ma soprattutto non capita nella profondità della sua portata.
E allora passiamo il testimone alle giovani donne perché c’è ancora tanto lavoro da fare.
Mostra a cura di Veronica Bassani e Manola Dapporto.
